Lo sport, indispensabile a corpo e mente in ogni fase della vita

26-03-2025 18:11 -

Presso il CONI di Milano si è svolto a marzo l’interessante convegno “L’apporto dello sport per il benessere fisico e psichico nelle varie fasce d’età” promosso da UNVS Sezione Mangiarotti in collaborazione con il Lions Club Missione Sport e Panathlon Club Milano.

Medici e psicologi di fama si sono ritrovati insieme alle istituzioni a confronto per sostenere il diritto allo sport e alla salute e promuovere l’attività sportiva per il benessere della collettività.

Dalla somma degli interventi è uscito preciso il convincimento che in ogni età e fase della vita, svolgere attività fisica con regolarità significa fare una scelta a favore della propria salute. Praticata regolarmente, l’attività fisica contribuisce infatti a mantenere e migliorare il benessere psicofisico.

Ad aprire e moderare l’incontro è stata Eleonora Pellegrini de Vera, (neoeletta per i prossimi quattro anni alla presidenza della Sezione UNVS di Milano), che ha sottolineato come la missione dell’Associazione sia quella di fare promozione dell’attività sportiva.

Claudia Giordani, Vicepresidente Nazionale del CONI ha affermato come sia importante il ruolo delle associazioni benemerite del CONI come l’UNVS per la diffusione della cultura sportiva e per raggiungere tutta la popolazione che ha bisogno di conoscere maggiormente i vantaggi dell’attività sportiva sul piano fisico e psichico.

Federica Picchi, Sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia ha detto: “Lo sport di base fatto con equilibrio porta moltissimi benefici. Lavoriamo per portare sempre di più lo sport nelle scuole perché aiuta a gestire la crescita dei giovani e a tenere l’equilibrio di corpo e psiche

Il dibattito ha coinvolto medici e psicologi. In prima battuta Flavia Bruttini, medico dello Sport e nutrizionista dello sport all’Istituto di Medicina dello Sport di Milano: “Purtroppo ormai viviamo una vita poco attiva e la sedentarietà è causa di molti problemi di salute. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli adulti tra 18 e 64 anni dovrebbero praticare almeno 150-300 minuti settimanali di attività fisica aerobica di moderata intensità o 75-150 minuti settimanali di attività fisica aerobica vigorosa, oppure combinazioni equivalenti delle due modalità. Gli anziani, dai 65 anni in poi, dovrebbero eseguire, almeno tre giorni a settimana, attività fisica multicomponente differenziata per migliorare l’equilibrio e attività di rafforzamento a intensità moderata o superiore, per aumentare la capacità funzionale. Allo stesso tempo fondamentale capire qual è la giusta dose dell’esercizio fisico, perché anche troppo esercizio può far male”.

Angela Mauro, dirigente medico pediatra presso l’Azienda Sanitaria Fatebenefratelli Sacco ha ribadito che: “Il pediatra e la famiglia svolgono un ruolo fondamentale nello stimolare i bambini e gli adolescenti di età compresa fra i 5 e i 17 anni a fare attività sportiva ma bisogna renderla più accessibile a tutti, perché tanti bambini non fanno sport perché le famiglie non hanno condizioni economiche che lo permettono o perché non ne conoscono a fondo i benefici in termini di divertimento, fair play, educazione”

Apprezzato l’intervento di Maria Teresa Baldini, medico chirurgo, ex consigliere regionale, deputata al Parlamento e Campionessa europea di basket femminile: “Si parla di diritto alla salute ma io sottolineo l’importanza del diritto allo sport perché Il benessere dell’individuo passa anche dallo sport. Fare sport significa prepararsi a gestire le relazioni e saper affrontare diverse situazioni. Nella famiglia, la donna mamma deve svolgere un ruolo fondamentale per trasmettere ai bambini l’educazione sportiva per giocare e divertirsi ma allo stesso tempo per imparare ad essere disciplinati e organizzare al meglio i propri tempi.”

L’Italia ormai è un Paese a rischio cardiologico medio come gli stati del Nord Europa anche perché aumenta il numero delle giovani donne fumatrici e il sovrappeso nei bambini. E’ questa la sintesi dell’intervento di Roberto Meazza, Responsabile del Centro Ipertensione dell’Università di Milano e cardiologo dell’Inter, ha affermato: “Da un punto di vista cardiologico, qualche anno fa l’Italia aveva un rischio basso. Rifacendo i conti, adesso siamo a rischio intermedio, questo perché noi predichiamo il bene dell’attività fisica e della dieta mediterranea, ma poi non pratichiamo né l’attività né la dieta e siamo a rischio come i Paesi del Nord Europa”.

Maria Dolores Bracci, psicoterapeuta ed esperta di psicologia scolastica, ha lanciato un appello: “Dobbiamo riscoprire il piacere dello sport. I genitori svolgono un ruolo importantissimo ma non devono imporre una disciplina, non devono far vivere ai figli lo sport come un’imposizione. Ci sono alcuni bambini per cui va bene lo sport di squadra, ma altri per cui è meglio uno sport individuale. Dipende dall’attitudine del bambino”.

Giovanni Lodetti, professore di Benessere sociale attraverso il movimento fisico all’Università di Milano e presidente dell’Associazione Internazionale di psicologia e psicoanalisi dello sport ha spiegato come lo sport impatta moltissimo anche sul sociale. Lo sport è un portatore di welfare, porta benefici alla comunità. Un’attività sportiva mirata può anche sostituire le terapie con i farmaci, come nel caso dei bambini che soffrono di deficit d’attenzione. Questo porta grandi vantaggi ai bambini e alle famiglie”.

A chiudere il dibattito Filippo Grassia, Consigliere Nazionale UNVS che facendo cenno al Rapporto 2024 dell’Istituto del Credito Sportivo e di Sport e Salute ha certificato che nel 2023 un terzo della popolazione non ha fatto sport e dei 37,1 milioni di italiani che hanno praticato attività sportiva, solo 16,2 milioni lo hanno svolto in maniera regolare e continuativa. Permangono le differenze territoriali, di genere e la correlazione tra partecipazione allo sport e grado d’istruzione. Di contro Il Rapporto dimostra come lo sport sia un motore di inclusione sociale, perché ogni euro investito in progetti sportivi genera oltre 4 euro di ritorni sociali, migliorando indicatori chiave come salute, occupazione, istruzione e lotta alla criminalità”.